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lunedì 15 maggio 2017

Qualcosa di troppo

Avete mai pensato a come sarebbe mettersi nei panni di una persona dell'altro sesso, anche solo per un giorno? Jeanne sicuramente no. Fresca di divorzio, lontano dai suoi figli una settimana su due, Jeanne non vuole più sentire parlare di uomini. Ma un bel giorno, la sua vita prende una svolta totalmente inaspettata: a prima vista non sembra essere cambiato nulla in lei... ad eccezione di un piccolo dettaglio! Questo dettaglio dà il via alle situazioni più buffe, dove la vediamo ridere con la sua migliore amica, o discutere in preda al panico con il suo ginecologo. La nostra protagonista farà di tutto per cercare di superare questa situazione a dir poco... singolare.

Vedendo la manifesta antipatia con cui molta critica (maschile) ha accolto il precedente lavoro di Audrey Dana11 donne a Parigi (che non abbiamo visto) e notando le reazioni perplesse dei colleghi (sempre maschi) a Qualcosa di troppo (che invece abbiamo visto e amato), ci viene in mente che la strada da fare nel campo della parità dei generi è ancora lunga e tortuosa. Speriamo almeno che una commedia così acuta e di argomento tanto attuale non venga accolta come l'ennesima provocazione, da chi si sente sfidato sul suo stesso terreno. Come se le donne non potessero ridere delle stesse cose e non avessero anche loro – o non dovessero averlo – un lato maschile, così come dentro ogni uomo ce n'è – spesso sepolto molto in profondità – uno femminile. Ci sarà un motivo se non suscitano scandalo Jennifer Aniston in un personaggio di ninfomane scritto da uomini o l'umorismo scatologico e sessista di La festa prima delle feste e dell’inqualificabile Sorelle perfette, ma dà a volte fastidio la scelta di donne come Rachel Bloom (in tv) o Audrey Dana di percorrere in maniera originale, spietata e non autoindulgente la strada della broad comedy.

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