Julia, caporedattore di successo di una casa editrice, è una donna uscita dal trauma di una famiglia violenta e da quello di un fidanzato brutale. Ha però ritrovato l’amore con l’uomo dei suoi sogni e per questo lascia San Francisco per andare a vivere con lui, nella sua placida cittadina, prima del previsto matrimonio. Lui è divorziato da Tessa, una donna sempre perfetta, una bionda bionica, elegantissima e dallo sguardo allarmante, dalla quale ha avuto una deliziosa bambina, che la madre alleva con disciplina teutonica. Per paura di sembrare debole agli occhi dell’amato, Julia non gli ha mai parlato del suo passato, così come non gli dice che l’ordine restrittivo emesso nei confronti del suo ex è scaduto e non rinnovabile. Vive nella paura di incontrarlo di nuovo e Tessa è invadente e minacciosa, specie quando la bambina è in casa loro. Non ci vorrà molto alla prima moglie per mettere in atto un piano in apparenza a prova di bomba per spacciare l’odiata rivale.
C’è stato un decennio, tra gli Ottanta e i Novanta del secolo scorso, in cui al cinema le avventure di una notte si trasformavano in incubi orribili, le donne fatali straziavano gli amanti col punteruolo rompighiaccio, le babysitter erano devote a pratiche di puericultura poco ortodosse e il mondo femminile nel cinema di genere era un tale manicomio da fare impallidire le protagoniste di Che fine ha fatto Baby Jane e Piano… piano, dolce Carlotta. Di tanto in tanto, però, una storia del genere viene tirata fuori da qualche vecchio cassetto, rispolverata amorevolmente e riportata alla luce sotto forma di thriller. Ora, sappiamo che Denise Di Novi – notissima produttrice dei film di Tim Burton – ha deciso di debuttare alla regia quando Amma Asante si è ritirata dal progetto assieme a Kerry Washington e Kate Hudson, ma stupisce vedere tra gli autori del copione David Leslie Johnson, che ha scritto il non pessimo Orphan, The Conjuring e qualche episodio di The Walking Dead (e che, ahimé, si prepara a riscrivere Nightmare)..............

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